La Lallazione: prime tappe dello sviluppo linguistico


La Lallazione: prime tappe dello sviluppo linguistico:

la-lallazioneLa Lallazione, “prime tappe dello sviluppo linguistico” prende spunto dall’ articolo pubblicato su Mammenellarete – “L’importanza della lallazione nello sviluppo del linguaggio” – redatto dalla logopedista Eleonora La Monaca.

La Lallazione, conosciuta anche con il termine Babbling’ è una fase dello sviluppo linguistico dei bambini, quel momento in cui il bambino comincia a “parlocchiare” mettendo insieme tante sillabe, una dietro l’altra, per esempio: “PAPAPAPA” o “MAMAMAMA”.

Si manifesta verso i 6 mesi di vita (con variazioni tra i 4 mesi e 10), subito dopo la fase delle vocalizzazioni, dalla quale si distingue per la comparsa di produzioni contenenti consonanti.
all’uso di atti comunicativi intenzionali e finalizzati.

La lallazione matura gradualmente e si arricchisce man mano di nuovi suoni; ne esistono due fasi consecutive: la prima, quella della lallazione Canonica in cui il bimbo ripete sillabe composte da una consonante ed una vocale ‘MA – MA – MA …’ e, successivamente, la lallazione Variata, nella quale il bimbo inizia a ripetere sillabe più complesse usando consonanti diverse ‘TA – TA – NA – MA..’

La sua qualità è un indice predittivo (riconosciuto in moltissimi autori Oller, Stoel-Gammon) di come saranno le prime parole del bambino: più la lallazione è ricca di suoni diversi, più il bambino avrà una buona qualità delle prime parole.

È molto importante che la lallazione compaia in tempi adeguati, cioè entro i 10 mesi (se entro questa età non si manifesta è consigliabile parlarne col pediatra), che si passi dalla fase canonica a quella variata e che duri qualche mese.

Con la lallazione il bambino non ha ancora intenzionalità comunicative, infatti si manifesta su spinta motoria e continua grazie al piacere di auto ascoltarsi. L’adulto che risponde, inserendosi nella lallazione, crea delle fondamentali basi comunicative, dimostrando al piccolo che la sua produzione verbale provoca risposte di cura o comportamenti a lui rivolti; bisogna incentivare il bambino a continuare alternandosi a lui e ripetendo ciò che produce.

Potrebbe rivelarsi utile, per ogni mamma, registrare le tappe del linguaggio del proprio bambino: potrebbe essere una preziosa risorsa nel caso in cui si dovesse manifestare un disturbo del linguaggio negli anni successivi; è un ottimo modo per monitorare lo sviluppo in tutte quelle circostanze in cui c’è alto rischio di DSL (ad esempio nei nati prematuri), e quindi rivolgersi ad un logopedista per intervenire precocemente.

 

(Dott.ssa Federica Zazza Logopedista Associazione Dahlia)

 

 

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